(Sfera pubblica) Passata la campagna elettorale, avvenute le elezioni, proclamati i vincitori e i vinti, arriva il tempo dei ringraziamenti. Così i molti siti web delle diverse correnti politiche, per mesi sostenitori delle battaglie mediatiche e programmatiche dei rispettivi leader, depositano le armi della propaganda per concedersi momenti di tregua, ringraziando i propri elettori e sostenitori. Proviamo a fare un viaggio tra i diversi portali internet che in queste lunghissime settimane hanno accompagnato i loro partiti al voto del 13 e 14 aprile.
www.votaberlusconi.it “Grazie, Italia!”. Il sito del futuro presidente del Consiglio propone di personalizzare il messaggio. Così come aveva fatto durante l’intera campagna elettorale, in cui lo slogan simbolo “Rialzati, Italia!”, poteva essere personalizzato dall’utente come “biglietto” da inviare agli amici. Il sito propone poi la conferenza stampa di Silvio Berlusconi e dei suoi alleati, dopo il vertice del Popolo delle Libertà.
www.partitodemorcatico.it L’home page del sito di Walter Veltroni, riporta il numero dei voti che ha ottenuto il Pd, (12.092.998), accompagnato da un “Grazie” e da un messaggio del candidato in cui ringrazia “tutte le elettrici e tutti gli elettori che hanno dato fiducia alla sfida”. Entrando nel sito si ha modo di conoscere “la nuova partita” di Veltroni: il governo ombra, «la nostra - afferma il leader del Pd – sarà un’opposizione che considera ogni promessa fatta in campagna elettorale un impegno che sarà da noi vigilato per i cittadini».
www.pierferdinandocasini.it Se parte della pagina web del sito di Casini è ancora un invito a votare per lui: “Il 13 e 14 aprile vota Casini”, lasciando facilmente intuire che il portale non sia stato aggiornato immediatamente dopo l’esito elettorale, si scopre nella sezione destinata ai lanci d’agenzia che i ringraziamenti dell’ex presidente della Camera ai suoi elettori non sono mancati.
«Siamo in Parlamento grazie a voi per voi difenderemo quei valori che non erano, non sono e non saranno in vendita. Ci impegneremo per contribuire alla realizzazione di quel programma elettorale in cui tutti noi crediamo». Il messaggio di Casini meriterebbe più attenzione. Il leader dell’Udc rivendica con orgoglio la scelta fatta di correre da solo, fuori dall’alleanza con il Pdl. Tuttavia sottolinea l’impegno a far si che il programma del suo partito venga realizzato. Lasciando presagire che eventuali accordi con la maggioranza del centrodestra sono più che un’ipotesi.
www.leganord.org.it “Grazie Umberto, i bambini”. Così il sito della Lega abbraccia l’ottimo risultato elettorale e saluta il suo leader indiscusso, Umberto Bossi. Lo slogan è affiancato dai risultati che il partito del Senatur ha ottenuto nelle regioni Settentrionali, accompagnati dai voti nazionali di Camera e Senato.
giovedì 17 aprile 2008
Elezioni. Dal Web i ringraziamenti agli elettori.
domenica 13 aprile 2008
Vaccari: «Veltroni ha vinto in comunicazione. Berlusconi ha pensato troppo al passato»
(Sfera pubblica) La campagna elettorale è finita, la parola passa ai cittadini. Ma prima di conoscere il responso delle urne, Sfera pubblica ha chiesto a un esperto di comunicazione politica un commento sulle strategie messe in atto in questi mesi di confronto in vista delle elezioni. Cristian Vaccari (nella foto), coautore di "Elementi di comunicazione politica" e autore di "La comunicazione politica negli Usa", ha risposto alle domande della nostra redazione, individuando pregi e difetti comunicativi dei principali attori politici italiani, ossia Walter Veltroni e Silvio Berlusconi.
Secondo lei nella campagna elettorale 2008, si sono verificati significativi cambiamenti della comunicazione rispetto al passato?
Dal punto di vista degli strumenti e delle tecniche direi di no, anzi, c’è stata “meno” comunicazione che in passato, dal momento che sul territorio si è fatto poco e che anche la comunicazione televisiva, che pure rimane centrale, è stata penalizzata sia dall’applicazione perversa della par condicio, che ha frammentato a livelli ormai grotteschi la comunicazione, sia dalla mancanza di un dibattito tra i due leader, che avrebbe reso più interessante la campagna. C’è stato il tentativo di modificare un po’ i contenuti della comunicazione, cercando di stemperare i toni, ma nell’ultima settimana si è tornati al linguaggio della delegittimazione reciproca ai limiti dell’insulto, per responsabilità di entrambi i contendenti principali.
Quanto il sistema elettorale ha condizionato le strategie comunicative?
Molto per quanto riguarda l’assenza dei candidati e delle loro campagne elettorali nei collegi, come del resto era già avvenuto nel 2006. Questo è uno degli effetti più negativi, ma probabilmente voluto dai suoi promotori, della legge elettorale. Sul piano nazionale, si è ripetuta l’identificazione dei partiti/coalizioni con i rispettivi leader, ma questo non è tanto un effetto della legge, che pure prevede formalmente la figura del leader, quanto della personalizzazione della politica che nel nostro paese, come del resto in molti altri, si registra da almeno quindici anni per effetto dell’indebolimento delle ideologie e della centralità dei mass media.
Quanto ha influito il web nel suo complesso? E come è stato utilizzato dagli attori politici?
Non molto, come del resto nel 2006. Normalmente sono i partiti di centrosinistra a sfruttare meglio la rete e in effetti il sito del PD è costruito su un’architettura abbastanza ambiziosa, ma poiché i suoi curatori non hanno avuto molto tempo dalla fondazione del partito alla campagna elettorale per implementare il sito, molte funzioni sono ancora inattive o allo stato embrionale. C’è un tentativo di utilizzare le piattaforme di social networking, ma non si è provato, come fanno molto bene i candidati statunitensi ma anche diversi partiti europei, a sperimentare una presenza su piattaforme come Facebook e Myspace, che consentirebbero di raggiungere target numerosi, attivi e difficili da contattare con i media tradizionali. Da parte del centrodestra si conferma una scarsa attenzione per le nuove tecnologie, comprensibile del resto vista la storia di questi partiti e la loro maggiore disponibilità di risorse comunicative e finanziarie da investire sui mezzi più tradizionali.
Un giudizio netto: quale strategia giudica migliore?
Sicuramente la campagna di Veltroni è stata più significativa perché ha comunque risollevato il partito dalle difficoltà che nell’opinione pubblica aveva procurato il rendimento deludente del governo Prodi. Incarnare il “nuovo” in questa situazione, anche alla luce delle difficoltà e delle ambiguità nel processo costituente del PD, non era semplice. Non si può dire che Veltroni ci sia riuscito completamente, ma certo la sua proposta politica e il suo stile comunicativi, se non sono esattamente e totalmente “nuovi”, sono di certo “più nuovi” di quelli di Berlusconi e del centrodestra, che hanno riproposto le stesse modalità di comunicazione e le stesse idee del passato, impostando in alcuni momenti la campagna come una sorta di paradossale giustificazione “a posteriori” della bontà del quinquennio di governo Berlusconi dal 2001 al 2006. Occorre però anche dire che il centrodestra, partendo con un netto vantaggio nelle preferenze dell’elettorato, non aveva bisogno di grandi exploit in campagna elettorale per creare condizioni favorevoli alla vittoria. La scelta di non sperimentare nuovi messaggi e nuove tecniche appare da questo punto di vista comprensibile e razionale. Come sempre, il bisogno aguzza l’ingegno, chi è costretto a inseguire è più coraggioso di chi ritiene di essere in vantaggio.
Infine, sugli Stati Uniti. Il fenomeno-Obama rischia di perdere fascino con il prolungarsi della competizione delle primarie, anche in vista delle elezioni?
Se otterrà la nomination, Obama avrà il problema che, per quanto molti elettori abbiano opinioni positive su di lui, si tratta pur sempre di una figura politica nuova, che non ha ricevuto l’attenzione che Hillary Clinton e John McCain hanno avuto per molti anni e la cui immagini è quindi meno stabile. Quindi, nel corso della campagna elettorale potranno emergere aspetti della sua personalità o delle sue idee politiche su cui finora non si è discusso nelle primarie. Sicuramente i repubblicani hanno pronto un corposo dossier su di lui, che utilizzeranno per cercare di definire la sua figura politica, ancora non completamente cristallizzata nelle percezioni degli elettori. Da questo punto di vista, Hillary Clinton è una figura di cui gli americani conoscono già molto bene i punti di forza e di debolezza e su cui quindi le percezioni sono più stabili. Va però anche notato che finora Obama ha reagito molto bene agli attacchi che gli sono stati rivolti, sia dal punto di vista della rapidità nella risposta, sia da quello dei contenuti: il modo in cui ha affrontato il tema della razza, ad esempio, è stato molto efficace e gli ha consentito di trasformare una polemica potenzialmente negativa per lui nell’opportunità di rafforzare la sua posizione. Insomma, i contenuti e le modalità della campagna elettorale saranno decisivi per la durata e la consistenza del “fenomeno Obama”.
giovedì 14 febbraio 2008
I Lettori di Repubblica votano e online preferiscono il Pdl di Berlusconi. Impazzano i candidati sul web.
Oltre 35 mila voti sul nostro sito. E il Pdl supera i "veltroniani". Ottengono consensi pure i "cani sciolti" Le gare all´interno dei 2 schieramenti.
(Sara Strippoli - La Repubblica, edizione di Torino) Partito con cinque giorni di ritardo, il Pdl batte il Pd. Il nostro sondaggio on line ieri sera aveva superato i 35 mila contatti, oltre 21mila per la coalizione di centrodestra in soli tre giorni dall´avvio, quasi 14 mila per il Pd. Presi dalla frenesia del voto telematico, candidati, amici e supporter hanno preso d´assalto il sito di Repubblica Torino (torino.repubblica.it) dove continuano ad arrivare commenti e note. Per le primarie del Pdl è di ieri la new entry di Paola Antonetto, assessore a San Mauro che segnala la sua voglia di riscatto dopo il passaggio sotto l´ala protettiva della Brambilla: «I miei amici di Forza Italia mi hanno fatto le scarpe perché sono entrata nei circoli della Libertà». Vengo anch´io, suggerisce sdegnata. «No, tu no», le fanno eco nella sede di Fi. Entra anche Tiziana Salti, si placa leggermente il clic selvaggio dei fan del vicepresidente del consiglio comunale Michele Coppola, che il giorno della partenza aveva bruciato tutti raggranellando oltre 400 voti in tre ore. Adesso l´emergente di Forza Italia è stato superato dal coordinatore regionale Guirdo Crosetto, che ieri pare abbia chiamato i suoi a raccolta per dire di tornare a dedicarsi all´organizzazione della campagna elettorale. Insomma «bella questa vetrina inventata da Repubblica, ma non è tempo di mettersi seriamente a lavorare per le candidature?». Una curiosità, per il giovane Coppola ha votato un lettore on line di Sanremo. Peccato che nell´oggetto abbia scritto di pensare di votare per il centrosinistra. Svista o confusione? Nella corsa a partecipare c´è anche qualcuno che ha chiamato a raccolta i voti gli amici italiani all´estero. Primarie internazionali? Perché no, replicano i poliglotti.
Su un fronte e sull´altro, Vietti e Vernetti pari sono. Il primo ha fatto partire mail per segnalare il nostro sondaggio «Il tuo voto è importante - scrive - Scoprirai il perché durante la prossima campagna elettorale». Il sottosegretario agli esteri ha indicato il nostro sito sulla sua newsletter. Potenti mezzi dei colossi della politica. Per ora risultati distanti: Vernetti ieri sera aveva collezionato oltre 1500 voti e stava in vetta alla classifica del Pd, Vietti ne ha incassati per ora poco più di 730. D´altronde, diktat di Casini, adesso correrà da solo.
La più votata del Pd è Elda Tessore. E meno male che voleva restare nelle retrovie per non rischiare di essere candidata. Qualcuno però la ama, ignora la sua voglia di restare nell´ombra e la vorrebbe a tutti i costi in Parlamento.
Una lettrice ha lodato la scelta di Repubblica Torino di non inserire fra i cliccabili della prima ora chi aveva alle spalle tre candidature. «Però - dice sconcertata Laura Zoggia - i soliti politicanti sono riusciti ad entrare comunque. E una volta raggiunto l´ingresso con i venti voti richiesti, hanno chiamato a raccolta le truppe barbariche». E non dimentichiamo la questione delle quote rosa: «La politica - dice - è ancora essenzialmente maschia e poi le donne non segnalano donne». Voilà, critica interna al mondo femminile. Un´altra lettrice, Renata Franchi, ironicamente si autocandida. Ma prima non risparmia i big della politica del centrosinistra: «Fassino, poverino, è messo male. Come la Turco peraltro».
Scatenati i supporter del Popolo della Libertà che nel giro di soli tre giorni hanno cliccato oltre 21 mila volte per designare i possibili candidati alle elezioni. Con una grande rimonta si è portato in testa il segretario regionale Guido Crosetto, seguito dal rampante Michele Coppola. Scalano posizioni pure l´ex coordinatore del Piemonte Roberto Rosso e il parlamentare uscente Lucio Malan. Ormai è quasi un testa, nelle primarie on line di torino.repubblica.it, tra l´ex assessore comunale Elda Tessore e l´uscente sottosegretario agli Esteri Gianni Vernetti. Tra i papabili del Pd (oltra 14 mila voti) conquista consensi Mimmo Lucà, che se venisse mantenuta l´indicazione originaria non dovrebbe essere candidato avendo quattro mandati alle spalle. Continua a battersi Stefano Esposito, della corrente "Sinistra per".
