(Giovanni M. Losavio - Agenzia radicale) Strano destino quello che accomuna la sorte dell'IDV e della pattuglia radicale all'interno del Partito Democratico: pare infatti che le polemiche sugli uni siano irrimediabilmente destinate a estendersi anche agli altri. Già avevamo avuto modo di sottolineare come, contravvenendo all'accordo pre-elettorale con Veltroni, Di Pietro avesse ipotizzato la possibilità di costituire un gruppo separato da quello "Democratico", ipotesi peraltro ribadita anche nella mattinata di oggi quando l'ex magistrato ha dichiarato: "Con il Pd voglio fare qualcosa di più di un gruppo: un percorso, una casa comune. Che senso ha se io sciolgo il mio partito e vado nel Pd? Qual è il mio valore aggiunto? Una cosa è costruire una casa insieme, un'altra cosa è andare ad abitare in una casa altrui", salvo poi correggersi, almeno in parte, precisando che i "giochi" sono ancora aperti.
All'apertura del "fronte Di Pietrista" ha fatto eco la riapertura di quello radicale con una sincronia davvero impressionante: il generale teodemocratico Binetti non si è infatti sottratta al sacrissimo ufficio - Deus Vult, Dio lo vuole - di lanciare all'offensiva le truppe cherubiniche, ultimo baluardo in difesa dell'ortodossia. "Ecco, ci sono tutti e nove. Tutti eletti. E ora si viene a chiedere a noi moderati come mai è stato fallito l"obiettivo-centro?", ha tuonato dallo scranno celeste la "pasionaria" democratica secondo cui l'accordo con i Radicali "era una ciambella di salvataggio. Senza, non sarebbero nemmeno in Parlamento". Conclude l'On. Binetti: "sarebbe stato meglio non accoglierli. Ora, con queste soglie di sbarrammento, con i loro voti e senza il nostro appoggio, dove sarebbero i radicali?".
Un'opinione alquanto diversa da quella espressa, sempre dall'esponente Teodemocratico, appena due settimane fa - era il 4 aprile - quando con un comunicato stampa sul sito del Partito Democratico dichiarò: "Il Partito Democratico, come grande partito popolare, prevede al suo interno posizioni che possono esser culturalmente diverse, ma che sono fortemente impegnate nello sforzo di trovare la migliore sintesi possibile per venire incontro ai nuovi bisogni emergenti dell'Italia. Di questo ha bisogno l'Italia: soluzioni concrete ispirate ad una creatività scevra di pregiudizi".
Considerando le polemiche che hanno scandito l'inclusione dei Radicali nel Pd e le ultime dichiarazioni rese dall'On .Binetti, si potrebbe essere spinti a ipotizzare che costei sia quanto meno confusa riguardo a concetti quali "posizioni culturalmente diverse", "sintesi politiche", "creatività scevra di pregiudizi". Volendo essere maliziosi, sia pure con la consapevolezza di commettere grave peccato, si potrebbe domandare all'esponente Teodemocratico come possa conciliare le sue posizioni personali, peraltro legittime - non è di questo che si discute - con la sua appartenenza a un partito che, almeno in campagna elettorale, si era espresso a favore della disciplina normativa sulle unioni civili e non ha mai dichiarato di voler rivedere la legge sull'interruzione volontaria di gravidanza.
In secondo luogo l'On. Binetti non dovrebbe perdere di vista l'evidenza che tra quei 13,686 milioni di voti ci sono, non solo i suffragi espressi dai simpatizzanti Teodemocratici, ma anche quelli di quanti si riconoscono nell'area laica, riformista, radicale e "di sinistra" (parte dell'elettorato della SA si è schierato con Veltroni, il famoso voto utile).
Purtuttavia all'on. Binetti si deve riconoscere il merito di avere squarciato il velo di nebbia calato sul PD alla vigilia della consultazione elettorale (ci aveva già provato Pannella ma, apriti cielo, si era scatenato un putiferio): cosa si intende fare del partito? Una formazione neo-confessionale (in tal caso, perché un elettore dovrebbe optare per il PD e non per Casini che, tra l'altro, sull'argomento è pure più esplicito)? L'immagine speculare, al centro sinistra, della PDL? Uno schieramento politico ancora ancorato alle vestigia ideologiche del compromesso storico?
Esigenze di chiarezza impongono precise scelte di campo: trovare il coraggio di prendere all'interno del PD quelle decisioni che nei rapporti con altri partiti hanno portato alla rottura dell'alleanza con Verdi, Rifondazione e Sinistra Democratica.
Il 14 aprile gli italiani chiari lo sono stati, sapranno esserlo altrettanto i dirigenti del nascente Partito Democratico?
venerdì 18 aprile 2008
Partito Democratico: Radicali "incubo" della Binetti.
lunedì 7 aprile 2008
Retroscena di una polemica. Un trappolone per la Binetti.
(Kalash) Visto che nessuno si prende la briga di difendere la Binetti, e che anzi si assiste a una caccia alle streghe un po' troppo accentuata da parte della Sinistra radicale, mi sono messo a spulciare un po'.
Così, cerca e ricerca, mi sono imbattuto nel sito di EcoTV, ovvero quell'emittente che ha registrato la puntata della discordia. Il sito, in barba alle proteste della Binetti, che affermava di aver chiesto esplicitamente di non trasmettere la puntata, l'ha già messa on-line. O per lo meno, era on-line fino a qualche minuto fa, visto che adesso se si clicca l'immagine del filmato si viene rimandati a una richiesta di registrazione. Vabbè: volevo mettervi un link diretto, ma chi volesse può andare qui e fare tutta la trafila.
L'intervista l'ho vista, e in effetti mi sembrava che la presentatrice fosse leggermente di parte....dunque, nuova istanza di approfondimento e si continua la ricerca.
In primis, sul direttore, Pino Gagliardi. Ex di Ecoradio, sul suo sito campeggiano decine di post contro il PD, Veltroni, e compagnia bella (esempio). Non solo, ma a ben vedere ce l'ha espressamente contro la Binetti...
Uhm...mi dico: vabbè, un giornalista ha diritto alle proprie idee, ma magari sarà imparziale.
Torno sul sito dell'emittente. E l'attenzione si posa sulle manifestazioni che l'emittente riprende nella sua home. Vaffanculoday, i comizi di Pecoraro Scanio, Bertinotti, Titti De Salvo. Ora che guardo meglio, anche i colori riprendono quelli della Sinistra Arcobaleno. Ma come: viene sponsorizzata anche una manifestazione a favore dei DICO?? Ma non sarà che porprio imparziale imparziale, quest'emittente non è?
Continuo a guardare. Nella pagina Chi Siamo, l'organigramma. Nomi che non mi dicono niente. A partire dal Presidente, un certo Marco Lion.
Torno su Google, e controllo le News sulla vicenda. "Intervenga l'Ordine dei Giornalisti", richiede un tale della Sinistra Arcobaleno...un certo...MARCO LION????? RESPONSABILE COMUNICAZIONE DEI VERDI???? CHE ATTACCA IL PD SULLA VICENDA????
Ahhhhhhh, bé......
Mi sembra ci sia proprio poco da chiarire ancora.
Magari, Paola, stai attenta a chi vai a concedere le tue interviste, la prossima volta.
Perché esistono anche avversari politici della parola dei quali non è bene fidarsi, quando si richiede di non pubblicare una tua intervista.
sabato 5 aprile 2008
Veltroni a Omnibus su La7. Parla di confronti in Tv e dell'opinione della Binetti sui gay.
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VELTRONI: LA BINETTI ESPRIME SUA SINGOLA OPINIONE.
"In un grande partito è normale che ci siano più voci e Paola Binetti esprime la sua opinione ma è l'opinione di un singolo parlamentare mentre la novità è che se vinceremo ci sarà un solo gruppo parlamentare". Il leader del Pd, Walter Veltroni, replica così a Omnibus alle opinioni della senatrice Teodem sulle coppie di fatto e sui temi etici. Veltroni ribadisce che con i Cus "si è fatto un lavoro positivo importante che può essere una base di partenza condivisa" in parlamento e sostiene che sui temi eticamente sensibili "bisogna ispirarsi a livello parlamentare a costruire il punto di sintesi più avanzata". Quanto al fatto che i temi etici siano rimasti ai margini della campagna elettorale il segretario del Pd ritiene "un atto di responsabilità" che i partiti "non abbiano cercato di farne oggetto della sfida politica".
La doppia faccia del Partito democratico.
Binetti si schiera contro le coppie gay - Veltroni si rivela «possibilista» sulle coppie di fatto in un'intervista a "El Mundo" ma in Italia scoppia la bagarre tra i suoi.
(Stefano Bocconetti - Liberazione) L'ex senatrice e prossima parlamentare democratica (è terza nella lista della "Lombardia 2" alla Camera, dove, chissà perché, sono tutti convinti che potrà fare "meno danni"), Binetti, insomma, è ormai un fenomeno che appartiene più al folklore che alla politica. Lo sostengono anche gli uomini dello staff di Veltroni, che così liquidano il problema. «Non conta nulla», spiegano.
Ma il problema c'è, esiste. Anche perché - ammesso che il metro di giudizio sia quello del «peso politico» - se Binetti è marginale, o quasi, nel partito, ben altro ruolo ha una figura come Giorgio Tonini. In gioventù presidente della Fuci, poi nella Presidenza delle Acli, è maturato fra le fila della Cisl. Ora è il «consigliere» politico più ascoltato da Veltroni. Gli scrive i discorsi, lo segue, tratta a suo nome. Una sorta di Bettini per il Nord, dice chi lo conosce. E sui temi eticamente sensibili, sui diritti civili è uno di quelli che più frenano nel partito democratico. Non ha l'effervescenza sanfedista di Binetti, ma, insomma, siamo da quelle parti.
Veltroni l'ha cercato e l'ha scelto. Convinto che la logica del «ma anche» avrebbe funzionato anche su questi argomenti. Ci sarebbe stato lui, disposto a parlare - sui giornali stranieri - di laicità, in Italia ci sarebbe stato Giorgio Tonini, a fare da ponte con le posizioni delle gerarche vaticane.
Non ha funzionato. Non poteva funzionare, dicono in molti, comunque in questo caso la strategia del «taccio per non scegliere» s'è rivelata disastrosa. Perché un giorno c'è il generale Del Vecchio che non vuole gli omosessuali fra i soldati - per i quali, invece, progetta case chiuse per aiutare le missioni all'estero -, il giorno dopo c'è l'apertura veltroniana concessa solo ai lettori spagnoli e subito dopo l'ennesima sortita di Binetti. E via proseguendo.
Loro, i democratici, sono comunque ancora convinti che si possa fare. Che si possa continuare così. Se si chiede a qualcuno nel loft di piazza Sant'Anastasia ti rispondono che su «questi argomenti, sui temi eticamente sensibili, è più che legittimo avere una pluralità di posizioni». Come se la questione fosse il «punto di partenza», le scelte - politiche, culturali, filosofiche - di ciascuno. Come se la questione non fosse, invece, nell'approdo a cui quella discussione dovrebbe portare. Un terreno dove il «ma anche» di Veltroni si sfascia completamente: come se fosse possibile mettere assieme una visione laica - che garantisce tutti - e una visione clericale. Fatta di imposizioni per chi la pensi diversamente.
Qualcuno, anche in casa dei democratici, comincia ad accorgersene. Paola Concia, per esempio, pure lei candidata piddì in Puglia. Che comunque non riesce ad andare oltre alla denuncia sull'intolleranza che anima i teodem. «I candidati democratici devono smettere di spararla grossa a danno di gay e lesbiche solo per farsi pubblicità». Tutto il resto - le «non scelte» del partito, l'ambiguità su alcuni obiettivi che di fatto aprono le porte alla delega da parte della politica, in questo caso al Vaticano - restano sullo sfondo.
E tutto ciò provoca confusione su confusione. Come il commento di Piero Fassino, l'ex segretario dei diesse, poi incaricato di seguire la vicende dei monaci birmani per conto dell'Europa, senza molta fortuna. Ieri, Fassino, mentre montava la polemica nelle fila del suo partito, ha pensato bene di uscirsene con questa frase: «La questione delle coppie di fatto e più in generale i temi eticamente sensibili non vanno usati come una clava per fare crociate o guerre di religione». Di più, di più pericoloso: «Così si alimenta solo un integralismo contro un altro integralismo».
L'ex segretario della Quercia non spiega di più, non definisce nel dettaglio quali siano questi due «integralismi» che da decenni - dice proprio così - si sfidano nell'agone della politica italiana. Li dà per scontati. Mettendo sullo stesso piano Binetti e Giuliano Ferrara, che cita esplicitamente, assieme a chi, in questi tempi oscuri, ha continuato a difendere la laicità dello Sato. Ha continuato a difendere i diritti delle persone, la scuola statale, un insegnamento che eserciti alla critica. Eccetera, eccetera. Per Fassino sono due "integralismi" contrapposti. Uguali.
La replica, per esempio quella di Patrizia Sentinelli, oggi viceministra degli Esteri e candidata a fare il vicesindaco a Roma, è piuttosto semplice. «Dico a Fassino che se teme l'integralismo è nel suo partito che deve cercare».
Integralismo. Al singolare. Integralismo filosofico-culturale, politico che si sposa con l'accettazione dell'esistente su tutto il resto. Integralismo che si sposa con una visione dell'economia che nella lettura di Veltroni sembrerebbe ispirata da «leggi naturali». E per questo immodificabili. Integralismo e neoliberismo, insomma. Non si può fare.
venerdì 4 aprile 2008
Paola Binetti tenta di mettere insieme delle scuse chiamando in causa EcoTv. "Adirò a vie legali".
(Asca) Minaccia querele Paola Binetti, la senatrice del Pd al centro oggi di una vivace polemica per una sua asserita intervista in cui avrebbe pronunciato un categorico no ad ogni norma a favore delle coppie omosessuali. La polemica e' nata su un lancio di EcoTv, emittente alla quale la Binetti avrebbe rilasciato l'intervista. A conclusione si una serie di dichiarazioni polemiche specie da parte di organizzazioni omosessuali e di esponenti della Sinistra Arcobaleno, Paola Binetti con un comunicato smentisce l'intervista spiegando che si tratta di una intervista del 6 marzo scorso da lei abbandonata perche' si stava trasformando in un ''interrogatorio'' sugli omosessuali. La Binetti precisa inoltre di avere allora diffidato l'emittente dall'usare l'inizio di intervista. ''Contattata da Ecotv per un'intervista sul Partito democratico, lo scorso 6 marzo sono andata negli studi dell'emittente che ho abbandonato -spiega Paola Binetti nel comunicato- perche' l'intervista si stava trasformando in un interrogatorio sull'omosessualita' e nulla aveva a che fare con il Pd. Ho immediatamente diffidato gli autori della trasmissione dal mandarla in onda e, oggi a un mese quasi di distanza, vedo addirtittura le anticipazioni di quell'intervista da me non autorizzata e faziosamente presenatate senza rivelare ne' la data ne' il contesto in cui essa si e' svolta''. ''Difendo con convinzione le mie idee che sono note a tutti -conclude la senatrice-, ma in questa occasione mi riservo di adire le vie legali contro l'emittente per la strumentalizzazione dell'intera vicenda''.
giovedì 3 aprile 2008
Grillini risponde alla Binetti. Nel Pd il Re è nudo: Mai leggi sulle unioni civili.
(Imgpress) La senatrice del cilicio Paola Binetti ha detto finalmente la verità sulle politiche del Pd sui diritti delle coppie di fatto e i diritti delle famiglie omosessuali.
In caso di vittoria del Pd Pacs, Dico, Cus, non sarebbero mai approvati perchè il Pd non solo rielegge la senatrice che ha votato contro la fiducia al Governo di centro sinistra cancellando così le norme anti-omofobia, ma porta in Parlamento centoventi parlamentari clericali che, al pari della Binetti, non voterebbero mai le timidissime proposte presenti nel programma del Pd a proposito di diritti civili e contro le discriminazioni ai gay. Il riferimento ai diritti civili nel programma ha un sapore assolutamente elettoralistico è un patetico specchietto per le allodole, smentito ogni giorno da dichiarazioni omofobe dei candidati nel partito antidemocratico.
Alla senatrice vorremmo suggerire di ritornare ad iscriversi all'università e studiare a fondo i trattati di psicologia, scoprirebbe quello che dice l'Oms e cioè che omosessualità e eterosessualità sono varianti naturali del comportamento umano.
Paola Binetti: «L'eterosessualità è la via maestra». «Non voterò mai leggi sulle coppie gay».
Nuove polemiche all'indomani delle dichiarazioni del generale Del Vecchio sugli omosessuali. Grillini: «Con la vittora del Pd 120 parlamentari clericali».
(Il Corriere della Sera) Sono ancora i gay l'argomento che tiene banco all'interno del Pd, e di riflesso anche all'esterno, all'indomani delle esternazioni del generale Mauro Del Vecchio, candidato con Walter Veltroni, sulla presenza dei gay nell'esercito. Il militare ha definito gli omosessuali «inadatti» come soldati (parole «sbagliate e lontante dal porogramma del Partito democratico» ha detto Veltroni). Inun secondo momento Del Vecchio ha ritrattato ma la polemica era stat comunque innescata e si riaccende a 24 ore di distanza in seguito alle dichiarazioni di Paola Binetti. «Non voterò nessuna normativa giuridica a tutela delle coppie gay» ha detto la senatrice teodem ai microfoni di Ecotv (Sky 906), ribadendo la sua posizione sulle Unioni civili e sottolineando l'importanza della difesa della eterosessualità. «Nel momento in cui dovessero arrivare i famosi Dico io non li voterei», ha spiegato la senatrice teodem. «Il mio punto di vista è semplice. Prima di tutto, a mio giudizio - ha aggiunto - esiste una dimensione che io considero più legata alla sviluppo ordinario di una persona, che è quella dell'amore e della sessualità che è più squisitamente eterosessuale perché la complementarità biologica, la complementarità con cui ognuno di noi raggiunge la pienezza della sua maturità ha questa come strada maestra. Questa è la naturalezza, se si vuole considerarla anche statisticamente parlando».
«COL PD 120 PARLAMENTARI CLERICALI» - Immediata la replica del Franco Grillini, candidato sindaco a Roma per il partito socialista, che giovedì era stato protagonista di un botta e risposta a distanza anche con Del Vecchio. «La senatrice del cilicio Paola Binetti ha detto finalmente la verità sulle politiche del Pd sui diritti delle coppie di fatto e i diritti delle famiglie omosessuali. In caso di vittoria del Pd Pacs, Dico, Cus, non sarebbero mai approvati perché il Pd non solo rielegge la senatrice che ha votato contro la fiducia al Governo di centro sinistra cancellando così le norme anti-omofobia, ma porta in Parlamento centoventi parlamentari clericali che, al pari della Binetti, non voterebbero mai le timidissime proposte presenti nel programma del Pd a proposito di diritti civili e contro le discriminazioni ai gay».
«PROPONGONO I BORDELLI... » - Intanto davanti alla platea della Coldiretti Silvio Berlusconi è tornato sulle dichiarazioni di Del Vecchio. «Finalmente sappiamo qual è il vero programma del Pd, fuori i gay dall'Esercito e bordelli per i soldati. Mi sembra interessante...» ha detto il Cavaliere. «Meno male che dicono sempre che noi ci divertiamo e loro sono cupi - aggiunge Berlusconi - ma noi abbiamo l'arma dell'autoironia mentre loro si prendono sul serio».
LA PRECISAZIONE DELLA BINETTI - Successivamente però la Binetti rettificava quanto emerso nell'intervista e annunciava che avrebbe fatto causa ad Ecotv: «Contattata da Ecotv per un’intervista sul Partito democratico, lo scorso 6 marzo - racconta la Binetti - sono andata negli studi dell’emittente che ho abbandonato perché l’intervista si stava trasformando in un interrogatorio sull’omosessualità e nulla aveva a che fare con il Pd. Ho immediatamente diffidato gli autori della trasmissione dal mandarla in onda e, oggi a un mese quasi di distanza, vedo addirittura le anticipazioni di quell’intervista da me non autorizzata e faziosamente presentate senza rivelare né la data né il contesto in cui essa si è svolta. Difendo con convinzione le mie idee che sono note a tutti - conclude la senatrice -, ma in questa occasione mi riservo di adire le vie legali contro l’emittente per la strumentalizzazione dell’intera vicenda».
