Il governatore della Puglia difende le scelte della Sinistra arcobaleno: non abbiamo subito Pecoraro Scanio.
(Lello Parise - La Repubblica, edizione di Bari) Queste elezioni hanno provocato un terremoto. Noi adesso siamo un cartello elettorale. Abbiamo iniziato un percorso che proseguirà dopo il 14 aprile
Presidente Nichi Vendola, a Bari Fausto Bertinotti ha detto: «Mi aspetto moltissimo dalla Puglia». Il candidato premier pensava al risultato nelle urne della Sinistra arcobaleno che da queste parti immagina lusinghiero?«Ci esortava a non cedere rispetto a quelli che continuano a descrivere il Sud sempre e soltanto come un inferno dantesco».
D´accordo, ma quale percentuale di preferenze dovrebbe ottenere la Sinistra arcobaleno per non uscire dai seggi con le ossa rotte?«Andrà bene tutto ciò che è sopra il 7 per cento».
Non sembra granché visto che la Sinistra arcobaleno è alla guida della Regione e di Taranto.«Dimenticate di tenere conto che questa consultazione ha provocato un vero terremoto politico».
Il Pd decide di correre da solo, il Pdl mescola gli aderenti a Forza Italia con quelli di Alleanza nazionale... E la Sinistra arcobaleno tiene insieme quattro partiti, da Rifondazione comunista ai Verdi, dalla Sinistra democratica ai Comunisti italiani.«La maturazione di questo nuovo soggetto politico è stata strozzata dalla elezioni anticipate».
Cioè?«Siamo ancora un cartello elettorale e basta».
Lavori in corso?«Per materializzare innanzi tutto, un movimento che non sia prigioniero dei talk show e che sappia reinterpretare le inquietudini della società con spirito critico».
Potrebbe essere Vendola, il comunista gentile, il leader di Sa?«Il leader è Bertinotti».
Sì, tuttavia dopo il 14 aprile...«Appartengo a quella schiera di persone che rischiano di essere celebrate da morti» (Vendola ride).
Significa che un po´ tutti acclamano il governatore, ma che poi nessuno muove un dito perché salga alla fine sulla tolda di comando della Sinistra arcobaleno?«Sono impermeabilizzato a questa pioggia di previsioni sul conto del sottoscritto».
Non ha risposto.«Insisto nell´essere convinto di una cosa».
Quale, scusi?«Il leaderismo non rappresenta la medicina che cura tutti i mali del mondo, ma è una malattia».
Non vuole ammalarsi?«Preferisco che si parli bene di me, da vivo, come presidente della Regione Puglia» (Vendola ritorna a ridere).
Vegeto e in palla, per i comizi sta battendo in lungo e in largo soprattutto l´Italia meridionale.«Siamo gli unici nelle piazze, giacché le televisioni ci hanno oscurati. Evidentemente credono che siamo negli Usa, ma da noi non c´è un sistema bipartitico».
Ma nelle piazze il capolista alla Camera Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell´Ambiente, becca più fischi che applausi: è accaduto a Taranto.«Anche quella è stata un´operazione orchestrata dai mass media».
I fischi non erano inventati.«Sì, ma se ad una manifestazione partecipano 15 mila persone e a protestare sono cinque o sei... Eppure proprio questi cinque o sei hanno conquistato i titoli di giornali e tivù».
La nomination di Pecoraro Scanio, campano, in cima alla lista pugliese della Sinistra arcobaleno l´avete subita o caldeggiata?«Non l´abbiamo subita, questo è certo».
Potrebbe in ogni caso farvi perdere consensi?«Non ci sono ombre in Puglia che possano offuscare la storia della Sinistra arcobaleno».
Nel frattempo Pecoraro Scanio è indagato a Potenza per viaggi gratis e favori in cambio di appalti.«Sotto inchiesta a pochi giorni dal voto... Ma nessuno di noi ha gridato al complotto. Lo stesso Pecoraro Scanio ha immediatamente rinunciato all´immunità parlamentare e, mi pare, che abbia già smontato le accuse nei suoi confronti».
Ciò non toglie che forse sarebbe stato più opportuno farlo scendere in campo altrove. O no?«Non capisco perché. Il ministro Pecoraro Scanio si è impegnato con grande solerzia per la Puglia: c´è un accordo circa la bonifica dei siti inquinati a Brindisi e presto sarà siglata un´altra intesa che riguarderà le aree a rischio del capoluogo ionico».
Nonostante i tutt´altro che trascurabili grattacapi delle città meridionali, come mai in questa campagna elettorale il Mezzogiorno non figura tra gli ostacoli da superare prima di tutti quanti gli altri?«Si va avanti a battute, evocazioni generiche o con il grottesco patto per il Sud».
Quello proposto dal coordinatore di Fi Raffaele Fitto?«Sì, proposto da chi è alleato con la Lega Nord. Le verità è che bisogna riscoprire questa parte del Paese dove le eccellenze non sono trascurabili, ma trascurate. Invece le televisioni fanno a gara per trasmettere in diretta i funerali dei fratellini di Gravina, ma non hanno fatto altrettanto quando in centomila a Bari hanno sfilato contro la mafia nella marcia organizzata da don Luigi Ciotti».
Presidente Vendola, è pentito di non essere uno dei competitori della Sinistra arcobaleno per queste politiche?«No, non sono pentito. Ho ragionato con uno slogan che ha inventato Fitto: la Puglia prima di tutto. Diversamente questa campagna elettorale sarebbe diventata incandescente».