(Fireman) Dai commenti ad un post di Valerio Pieroni:
Quella di Rutelli è la soluzione migliore, che accontenta tutti. Arcigay infatti lo sostiene.
Se l'Arcigay-Roma non è simpatizzante dei comunisti, ciò va esclusivamente a suo merito.
...visto che ha suscitato "scalpore" la posizione di Fabrizio Marrazzo, perchè l'arcigay nazionale non lo fa dimettere per il sostegno che ha manifestato a Rutelli?
Discorsi edificanti vero? Il personaggio in questione è un catto-omofobo sostenitore di Rutelli per il quale gestisce anche - in parte o completamente non saprei - la sezione del sito dove vengono raccolti e pubblicati racconti di cittadini e che si è distinto per la poca democraticità (ad esser buoni) con cui pubblica i racconti che riceve.
Ma non siamo qui per parlare di Pieroni il censore.
Quello che maggiormante mi interessa è come sia la percezione della realtà GLBT nel mondo etero, o almeno in quello che se ne interessa. Non è il caso di Pieroni - lo ribadisco - essendo il tipo solito a strumentallizzare le cose a suo uso e consumo e quando messo di fronte alla realtà diviene abilissimo a svicolare: queste lotte politiche intestine che attanagliano le vostre associazioni non mi interessano.
Ma forse invece che di "percezione della realtà GLBT" dovrei parlare di capacità della stessa - tutta o in parte - di mostrare il fianco ad opportunisti della parola quali il Pieroni. Perché se è vero - come è vero - che lui sia un opportunista, è anche vero che la situazione di ArciGay Nazionale Vs ArciGay Roma non è certo chiara.
Infatti abbiamo una associazione federata in una struttura nazionale che si comporta diversamente da quanto indicato da quest'ultima: ArciGay Nazionale supporta nel voto amministrativo a Roma la candidatura a sindaco di Franco Grillini mentre la sua costola locale (ArciGay Roma) appoggia Rutelli ed invita le persone GLBT a votarlo.
Cosa comporta questa schizzofrenia del circolo romano? Semplice, un ridimensionamento della realtà GLBT romana agli occhi dei politici oltre che favorire una idea di poca omogeneità di interessi.
Mi chiedo perché questo.
Capisco la necesità di ArciGay Nazionale di avere un circolo a Roma, non capisco invece come consenta ad un manipolo di arrivisti il cui primo interesse è quello di finire col proprio nome sui quotidiani di sfruttare il nome di una associazione che - nel bene e nel male - ha comunque una storia alle spalle.
martedì 8 aprile 2008
ArciGay Nazionale Vs ArciGay Roma o il gioco delle parti?
giovedì 27 marzo 2008
Paola Concia? No, grazie, preferisco Pierferdinando Casini.
(nella foto Enrico Oliari) La campagna elettorale del 2008 rappresenta la Caporetto del movimento omosessuale italiano. O forse quella temuta cartina di Tornasole che una volta per tutte ha messo in risalto le mille contraddizioni e le tante, troppe, incapacità e lacune che caratterizzano alcuni leaders della lotta per i diritti dei gay.
Il fatto è che la cosa oggi si sa, ovvero è sotto gli occhi di tutti quella reale inconsistenza politica di noi omosessuali italiani, cosa che sanno benissimo i nostri avversari politici, lo sa la Chiesa e soprattutto lo sanno i nostri alleati.
C’è un cancro nel movimento gay italiano, ed è quel marcato mal costume che consiste nello svendere il nostro patrimonio ideologico e culturale in cambio di un momento di successo, di qualche assegno staccato dal politico di turno o di qualche cadreghino messo a disposizione in un angolino del sistema casta, ed il tutto alla faccia dei militanti semplici e puri che credono ancora nella lotta di liberazione e di emancipazione.
La cosa nera e sporca si presenta con l’immagine dell’eloquente assenza delle nostre tematiche dalla campagna elettorale e dai programmi dei partiti e persino con la scomparsa dei buoni ma falsi propositi sui diritti dei gay dai comizi dei politici.
Mai come in questi ultimi tempi i nostri diritti hanno l’occasione di essere parte centrale nel dibattito politico, sia perché l’Italia è uno degli ultimi Paesi dell’Europa occidentale a non aver legiferato in materia, sia perché il numero crescente di coppie gay stabili e di conviventi rappresenta un fenomeno sociale importante; eppure nei momenti di incontro fra le associazioni gay italiane si discute su dove fare il gay pride, se in modo stabile a Roma o se itinerante, senza tanto celare reali interessi economici di locali commerciali ed associazioni territoriali.
Il riconoscimento delle coppie gay? La pressione politica da svolgere indistintamente in tutte le formazioni partitiche? La discriminazione? Aria fritta: in quegli incontri si discute soltanto ed esclusivamente su dove fare i gay pride.
Poi però ci si accorge improvvisamente che i leader si mettono in fila per la questua in Vaticano e, mentre baciano l’anello ai cardinali, giurano solennemente che mai i gay si sposeranno in Italia.
E vengono avanti incongruenze ad ondate, un enorme tsunami di ipocrisia che certi leader del movimento omosessuale vorrebbero far bere ai militanti italiani, come nel caso del buon Fabrizio Marrazzo, che, presidente di Arcigay Roma, appoggia la candidatura di Francesco Rutelli a candidato sindaco di Roma, a scapito di Franco Grillini.
Ma Rutelli non era quello che aveva ritirato il patrocinio al World Pride su richiesta di Oltretevere, che aveva dichiarato la sua netta contrarietà al riconoscimento della coppia gay, che, riferendosi ai DiCo, aveva ribadito che vi erano ben altre priorità a cui pensare e che avrebbe voluto con tutto il suo animo partecipare al Family Day se non fosse stato per il suo ruolo istituzionale?
Eppure per Fabrizio Marrazzo e per l’Arcigay di Roma è meglio Francesco Rutelli di Franco Grillini e del fatto che quest’ultimo si è sempre impegnato anima e core per i diritti delle coppie gay, che ha svolto un ruolo centrale nel movimento anche quando era presidente, guarda un po’, della versione nazionale dell’associazione di Marrazzo.
Oggi però il premio per chi, esponente del movimento gay italiano, scende più in basso, tocca ad una donna del mondo politico omosessuale: Paola Concia.
Paola Concia è candidata alla Camera per il PD ed è portavoce del “tavolo per i diritti fondamentali” del suo partito.
Proprio ieri il socialista Boselli aveva fatto notare che Veltroni, nonostante avesse inserito nel suo programma di candidato sindaco le Unioni civili per il comune di Roma, si è ben guardato dal farle approvare. Promesse elettorali da candidato sindaco, figurarsi oggi da candidato premier.
La cosa aveva comunque fatto infuriare la candidata Paola, la quale in un comunicato di fuoco attaccava Boselli rimpinzando il suo intervento di paroloni altisonanti come diritti fondamentali di noi omosessuali ecc. E anche, udite udite, che noi abbiamo scritto nel programma quello che faremo: una legge che garantisca i diritti delle persone che si amano. Nientepopodimenoche!
A questo punto i casi sono due: o Paola Concia ha la memoria corta, o ritiene che gli omosessuali italiani siano tutti degli emeriti imbecilli.
Perché non solo i diritti dei conviventi (DiCo) erano nel programma del precedente Governo con a capo non di certo Berlusconi, e tutti sappiamo che fine hanno fatto; perché non solo le sinistre hanno dimostrato il più completo e tendenzioso disinteresse per i diritti civili delle persone omosessuali; perché non solo si è passati dalle Unioni Civili ai Pacs, alle Coppie di fatto, poi ai DiCo e quindi ai Cus, con rilanci incredibilmente al ribasso che umilierebbero chiunque vi si avvicinasse.
Ma anche e soprattutto perché dalla proposta di Paola Concia è ancora una volta sparita la coppia, tant’è che la candidata alla Camera parla di diritti delle persone che si amano, non di coppie omoaffettive.
Forse Paola Concia non si è accorta che oggi sta lanciando la stessa, identica e sputata proposta di Daniela Santanchè e di Francesco Storace, che proprio di sinistra non mi sembrano, come pure di molti rappresentanti delle fazioni conservatrici.
Mi perdonerà Paola Concia, ma almeno Pierfedinando Casini si è spinto un po’ oltre, proponendo, oltre ai diritti delle persone che si amano, anche l’ospitalità per le coppie omosessuali presso alcune leggi, come il diritto in materia ereditaria e pensionistica.
Fa pensare però a come il movimento gay si sia ridotto ad un carrozzone da gay pride e si sia persa la volontà di lottare insieme per determinati diritti, chiari e utili realmente alla nostra comunità.
di Enrico Oliari – www.oliari.com
giovedì 13 marzo 2008
I gay romani masochisti? Ovvero la "doppia" politica dell'Arcigay.
(Enrico Oliari*) Se esiste al mondo il paese delle meraviglie di Alice, quello è la piazza romana della comunità gay. Sempre più spesso capita infatti di rimanere stupefatti, per non dire allibiti, per via dell’impreparazione e del pressappochismo di certi esponenti delle associazioni gay romane i quali, chissà perchè, arrivano alla quadratura del cerchio pur di ingraziarsi i vecchi ed i nuovi padroni.
Per carità, nessuno di noi è uguale all’altro e ciascuno ha le sue opinioni ed il suo modo di interpretare la politica gay, ma quello che da noi ed altrove si chiama “militanza per gli interessi della comunità omosessuale italiana”, a Roma diventa l’ennesima farsa di una campagna elettorale di per se già sufficientemente pietosa.
E così nel momento in cui gli altri esponenti del movimento gay di centro-sinistra denunciavano le estromissioni di possibili candidati dalle liste e, peggio, la scomparsa delle nostre tematiche dalla dialettica e dai programmi, c’era chi faceva di tutto per piacere ar Piacione, alla faccia di quel Delanoe di Franco Grillini, deputato e candidato sindaco dell’Urbe, da sempre autenticamente impegnato per i diritti dei gay.
Sabato scorso a Milano la piccola GayLib, a testa alta e con le bandiere spiegate, interveniva in modo critico alla manifestazione di Berlusconi e di Fini distribuendo pacchi di volantini per il riconoscimento della coppia gay, proprio mentre a Roma Francesca Grossi di Arcilesbica e Fabrizio Marrazzo di Arcigay dichiaravano il loro appoggio al nuovo beniamino del mondo gay, il candidato sindaco Francesco Rutelli.
Oddio, che Marrazzo interpretasse in un modo tutto suo la presidenza di un’associazione gay non è una novità: qualche mese fa si era persino ben guardato dall’appoggiare la protesta per la mancata approvazione delle unioni civili nella capitale (che, tra l’altro, erano nel programma elettorale dell’allora sindaco Walter Veltroni) e dopo qualche giorno riceveva una bella ed ampia sede per la “sua” Arcigay al Testaccio, superando nella graduatoria associazioni che avevano fatto domanda già anni prima; aveva anche urlato e si era stracciato le vesti quando un giovane si era suicidato, vedendo nel movente del tragico gesto un’omosessualità che non esisteva, cosa che fece infuriare i genitori e gli amici della giovane vittima.
Oggi però l’appoggio dato oggi a Rutelli ha dell’incredibile.
Perché quanto Grillini è uno dei padri del movimento gay italiano, tanto Rutelli è uno dei nemici della causa gay italiana e ci vorrebbero i fogli di un’enciclopedia per raccogliere i suoi interventi a danno della comunità gay ed a favore del Vaticano.
Già nel 2000, quando era sindaco di Roma, aveva ritirato, su richiesta dell’Oltretevere, il patrocinio della città al Wold Pride (dico, il World pride!), sollevando le proteste dei militanti omosessuali (quelli veri!), i quali però furono ancora più incazzati nel 2005 quando lo stesso Rutelli dichiarò la sua netta contrarietà al riconoscimento della coppia gay prevedendo al massimo dei contratti privatistici individuali (Il Corriere della Sera, 19.9.2005), che poi è la stessa cosa che sostiene un altro Francesco candidato sindaco, Storace; nel 2007, quando era rappresentante del governo, si spinse anche oltre, affermando che prima dei DiCo, che già non riconoscevano la convivenza ma solo i diritti dei conviventi, vi erano ben altre priorità a cui pensare (La Repubblica, 4.3.2007); ed infine venne il tempo del Family Day, al quale il vicepremier Francesco Rutelli avrebbe partecipato volentieri, se non avesse rivestito un ruolo di Governo (Il Corriere della Sera, 10.5.2007).
Personalmente sono convinto che agli esponenti politici non vada scontato nulla: i nostri diritti non vanno trattati a mezze misure, proprio perché sono diritti.
Noi, che siamo un’associazione di centro-destra, non cerchiamo umilianti compromessi con gli esponenti del PDL ed oggi siamo noi a proporre l’alternativa del Riconoscimento della coppia omoaffettiva, dignitosa e nel contempo rispettosa dei nostri valori.
Al contrario La Grossi e Marrazzo chiedono alla comunità gay romana di credere alle promesse elettorali di Francesco Rutelli e di prendere di conseguenza le distanze da Franco Grillini reo, a loro dire, di essersi schierato con i socialisti di Boselli.
Tuttavia con la sua scelta laicista, Grillini ha dimostrato quella coerenza e quella serietà che ai due esponenti di Arcigay e di Arcilesbica sembrano mancare: davvero essi pensano che la comunità gay italiana sia così fessa da farsi abbindolare dalle ennesime promesse di Francesco Rutelli?
*Presidente Nazionale di GayLib.
domenica 9 marzo 2008
Polemiche e sconcerto. Arcigay Roma sostiene Rutelli. Senza Parole!
(Il mio canto libero) Mi sembra assolutamente paradossale che nello stesso momento in cui Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, conferma la sua candidatura a sindaco di Roma, proprio in opposizione a un Rutelli, clericale e inaffidabile. Arcigay Roma, presieduto da Fabrizio Marrazzo stringa un'accordo con Rutelli e ne sostenga la campagna dicendosi soddistatta delle promesse fatte.
sabato 8 marzo 2008
Contraddizioni dell'Arcigay. Fabrizio Marrazzo apre a Rutelli: "Apprezziamo la sua adesione alla piattaforma di Arcigay". Ma poi è pro Grillini.
(Adnkronos) 'Abbiamo appreso stamane che Francesco Rutelli, candidato a Sindaco di Roma, ha inserito tutti i nostri 5 punti nel programma, che gli avevamo presentato alcuni giorni fa durante l'incontro che abbiamo avuto con lui: l'impegno contro qualsiasi discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale a Roma e contro ogni persecuzione nel mondo conferma e miglioramento dei servizi per lesbiche gay e trans, che debbono valere anche per le coppie di fatto; costante attenzione e verifica delle condizioni di vita della comunita' lesbica, gay e trans sostegno e riconoscimento delle iniziative culturali e politiche della comunita' lesbica, gay, e trans iniziative nelle scuole per contrastare i fenomeni di bullismo e omofobia'. Lo sottolinea Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma.
"Nel rapporto tra Rutelli e la comunita' lesbica, gay e trans pesa ancora molto il ritiro del patrocinio del Comune di Roma al World Pride del 2000 e le politiche portate avanti da segretario della Margherita - afferma- con la nota di oggi speriamo si apra una nuova fase. Apprezziamo la sua totale adesione alla piattaforma di Arcigay e Arcilesbica perche' puo' ricominciare il dialogo interrotto qualche anno fa, fiduciosi anche dei suoi collaboratori che speriamo facciano parte della sua squadra di governo della citta'."
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ARCIGAY ESPRIME PIENO APPOGGIO ALLA BATTAGLIA DI GRILLINI.
Tutte le persone lgbt e quelle che si adoperano per una riforma civile e sociale nel paese, possano riconoscere e sostenere la candidatura.
E' stata confermata oggi la volontà del Partito Socialista di Roma di candidare Franco Grillini, parlamentare uscente, presidente onorario di Arcigay, alla carica di Sindaco di Roma.
Arcigay esprime pieno appoggio alla battaglia di Franco, che ha come primo obiettivo di dare voce a tutti quegli elettori che vogliono esprimere un voto per un candidato sindaco concretamente impegnato nelle battaglie di laicità di libertà.
Riteniamo, quindi, che tutte le persone lgbt e quelle che si adoperano per una riforma civile e sociale nel paese, possano riconoscersi e sostenere la candidatura di Franco Grillini a sindaco di Roma.
Aurelio Mancuso
Presidente nazionale Arcigay
Fabrizio Marazzo
Presidente Comitato Provinciale Arcigay di Roma
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CIOCCHETTI (UDC), GRAVE APERTURA RUTELLI ALL'ARCIGAY.
"Rutelli e' capace di fare accordi con chiunque ma Roma non e' la nuova Babilonia!".
(Adnkronos) - ''Roma non ha bisogno di un centro internazionale di cultura omosessuale, come non ha bisogno di un sindaco che dia sostegno e riconoscimento alle iniziative culturali e politiche della comunita' trans''. Lo dichiara il candidato sindaco di Roma dell'Udc Luciano Ciocchetti.
"Il fatto che l'Arcigay - aggiunge - abbia inserito nel programma di Rutelli i propri punti programmatici e' un fatto molto grave che deve far riflettere i cattolici e tutti i moderati della citta'. Sappiamo fin troppo bene che dietro le iniziative delle associazioni degli omosessuali e affini, si nascondono sempre duri e pesanti attacchi alla Chiesa Cattolica e al Santo Padre. Non e' cosi' che si rilancia l'identita' cristiana della citta'. Capisco che per qualche voto in piu' Rutelli e' capace di fare accordi con chiunque ma Roma non e' la nuova Babilonia!".
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Al grido di "Più internet per tutti", Grillini prepara la "Lista birichina" e dichiara " Rutelli invotabile".
(Velino) - Franco Grillini si candida a sindaco di Roma per la lista del Partito socialista. "Non si puo' lasciare ai romani la possibilita' di scegliere tra un candidato papista e uno dei clericofascisti - ha spiegato -. ''Rutelli e' inaffidabile e invotabile. Penso che sia giusto che vada al secondo turno, anche se non vogliamo che vinca la destra, che a Roma raggiunge una delle sue peggiori espressioni". L'annuncio della candidatura e' stato dato alla presenza, tra gli altri, del presidente del partito Enrico Boselli, di Gavino Angius, del segretario romano Atlantide Di Tommaso e di Alberto Benzoni, gia' vicesindaco con Luigi Petroselli. "Rutelli - ha aggiunto - e' stato il sindaco che nel 2000 ritiro' il patrocinio al World pride ed e' stato protagonista della spinta antisocialista e clericale nel Pd".
Boselli, invece, si e' soffermato sul tema delle unioni civili. "Sono rimasto colpito dalla decisione che Walter Veltroni prese due mesi fa - ha precisato - quando, alleandosi con la destra, impedi' l'istituzione del Registro delle unioni civili, lasciando in questo modo 60 mila coppie romane prive di diritti. I sindaci socialisti di Parigi e Londra si sarebbero vergognati. Difronte a questo precedente sento di poter dire che da sindaco Rutelli fara' anche di peggio. Per questa ragione penso sia giusto scendere in campo". A sostegno di Grillini stanno nascendo, oltre a quella del Partito socialista, altre due liste: "Una civica - ha rilevato Grillini - e un'altra che per il momento e' 'top secret'. Si trattera' comunque di una lista trasgressiva, birichina, dedicata al mondo della notte e del tempo libero.
Non e' una novita', ne esiste una anche a Parigi e ha sostenuto l'elezione del sindaco Bernard Delanoe".
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Campidoglio, Grillini primo candidato sindaco gay. In lizza con i socialisti: «Internet gratis per tutti».
(Il Messaggero) Franco Grillini, leader storico per i diritti degli omosessuali, si candida al Campidoglio nella lista del Partito socialista. Grillini si presenta come il primo candidato sindaco gay di una grande città italiana.
«Creatività e trasgressione al servizio della città», è il suo slogan. «Sarà il nostro Bernard Delanoe», ha affermato il sottosegretario agli esteri Bobo Craxi riferendosi al sindaco socialista di Parigi, anch'egli dichiaratamente omosessuale. Ed è proprio sui diritti civili e sui temi della laicità che Grillini fonda il suo manifesto elettorale. «La nostra sarà la campagna elettorale del '3T': talento, tecnologia e tolleranza», ha detto il candidato sindaco, riassumendo così il suo progetto politico per la capitale.
«Puntiamo a rendere internet gratis e accessibile a tutti, estendendo la rete Wi-fi - ha proseguito -. Mi occuperò della vita quotidiana dei romani, di tutti i romani». La candidatura di Grillini sarà appoggiata da tre liste: oltre ai socialisti, una di ispirazione laica e una terza che lui definisce «molto trasgressiva e biricchina, dedicata al mondo della notte e del divertimento che verrà presentata nei prossimi giorni».
«Francesco Rutelli è inaffidabile e invotabile. Penso sia giusto che vada al secondo turno, anche se non vogliamo che vinca la destra, che a Roma raggiunge una delle sue peggiori espressioni», ha sostenuto Grillini. «Non è possibile che i romani debbano scegliere tra i clerico-fascisti e l'Opus Dei - ha proseguito - A un sindaco papista e a un ex fascista, noi contrapponiamo un sindaco laico e riformista». Riferendosi ancora al candidato sindaco del Pd, Grillini ha aggiunto: «È stato protagonista della spinta anti-socialita e clericale nel Pd, da sindaco nel 2000 ritirò il patrocinio al World Pride - ha concluso - gli impegni del Pd in materia di diritti civili sono scritti sulla sabbia: vale l'esempio del centro internazionale di cultura omosessuale che mi ricorda le promesse mai mantenute da Cofferati a Bologna». Grillini ha poi affermato che «dopo il rifiuto e la discriminazione del Pd verso i socialisti non era possibile che a Roma ci alleassimo con Rutelli».
Rutelli. «Sinceramente non so di cosa parlerà Grillini, per me ogni candidatura è rispettabile come le altre», ha commentato Francesco Rutelli, candidato sindaco del Pd. «Ma un punto mi è chiaro», aggiunge Rutelli: «Ho incontrato nei giorni scorsi i responsabili dell'Arcigay di Roma con i quali abbiamo trovato una solida convergenza su alcuni precisi punti che entreranno nel nostro programma di governo per la città». «Tra questi - sottolinea il candidato sindaco - l'impegno contro qualsiasi discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale a Roma e contro ogni persecuzione nel mondo; conferma e miglioramento dei servizi per i romani, che debbono valere anche per le coppie di fatto; costante attenzione e verifica delle condizioni di vita della comunità "lgb"'; iniziative nelle scuole per contrastare i fenomeni di bullismo e omofobia». «Abbiamo inoltre convenuto - conclude Rutelli - sulla nascita nella Capitale di un centro internazionale di cultura omosessuale che possa essere un luogo di confronto, dialogo e crescita culturale. Si tratta di cinque punti importanti per una città moderna, plurale, aperta a tutte le culture e rispettosa di tutte le identità».
Sul sito internet del candidato del Ps www.grillinisindaco.it saranno pubblicati i messaggi dei cittadini che, come ha spiegato Grillini, «potranno dare suggerimenti via sms al numero 3317076401».
Alemanno: piano per 10mila posti negli asili nido. «La candidatura di Franco Grillini a sindaco è un segnale importante. Le sponde sono alternative e la battaglia comunale è più aperta che mai». Così il candidato sindaco del Pdl ha commentato la candidatura del presidente onorario dell'Arcigay. Alemanno ha poi affermato che «uno degli impegni centrali nel programma comunale del Pdl sarà quello di far nascere asili nidi per 10mila nuovi posti a Roma nel prossimo quinquennio». «Attualmente - ha aggiunto - su 70mila bambini da 0 a 3 anni a Roma, solo 16.355 hanno un posto negli asili nido».
venerdì 29 febbraio 2008
"Scambi" di favori. Arcigay di Roma plaude la nascita di un centro internazionale. Marrazzo: "E' un primo passo"...
"Abbiamo presentato la nostra piattaforma a tutti i candidati sindaco e speriamo che venga sottoscritta. La proposta di istituire un Centro Internazionale della Cultura Omosessuale fatta da Francesco Rutelli, candidato sindaco del Partito Democratico e della Sinistra Arcobaleno, è un primo segnale verso le persone lesbiche, gay e trans. Non bisogna dimenticare, però, la creazione e l'implementazione di servizi e di tutele, come richiesto nei giorni scorsi da Arcigay Roma e ArciLesbica Roma: la promozione di politiche volte a sostenere gay perseguitati o condannati a morte in altri paesi; sostegno economico e accesso alle graduatorie degli alloggi popolari alle coppie di fatto; azioni formative nelle scuole e nella pubblica amministrazione contro l'omofobia; lotta all'emarginazione e al disagio provocate dal pregiudizio tramite opportuni servizi strutturati sul territorio".
Fabrizio Marrazzo
Presidente Arcigay Roma
sabato 23 febbraio 2008
Francesco Rutelli riceve l'Arcigay gelando ogni aspettativa. Le unioni civili non sono nel suo programma.
ARCIGAY ROMA: RUTELLI ADERISCE MA NON PARTECIPA AL SIT-IN.
Grillini. Roma. Sottoscrivo l'appello Arcigay ai candidati sindaco di Roma. A differenza di Rutelli sarò al sit-in.
(Ansa) 'Abbiamo chiesto a Rutelli di valutare la proposta di inserire nel programma l'approvazione delle Unioni civili'. Lo ha detto il presidente dell'Arcigay di Roma Fabrizio Marrazzo, che nel primo pomeriggio ha incontrato il candidato del Pd a sindaco di Roma Francesco Rutelli insieme con due delle tre proprietarie del 'Coming out', il locale andato a fuoco domenica scorsa.
L'Arcigay di Roma ha inoltre chiesto a Rutelli la pedonalizzazione della 'Gay Street', che si trova nel quartiere San Giovanni, per farla diventare un punto di incontro tra le persone. 'Speriamo che queste istanze - ha affermato Marrazzo - saranno esplicitate in modo chiaro e preciso nel programma'.
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UNIONI CIVILI - RUTELLI: NON SARANNO NEL PROGRAMMA PER ROMA.
(Apcom) - Le unioni civili non faranno parte del programma del candidato del Partito democratico, Francesco Rutelli, per il governo del Campidoglio. La conferma arriva dallo stesso esponente del Pd, dopo che questa mattina, nel corso di un incontro avvenuto nella sede del suo comitato elettorale, i rappresentanti di Arcigay gli avevano rinnovato la proposta. Un 'no' senza mezzi termini, quello espresso da Rutelli: "Nel programma di governo non ci sarà questa proposta perché le forze della Sinistra arcobaleno sanno bene che occorre proporla su basi nuove". Poi, sempre riferendosi all'incontro con i delegati di Arcigay, Rutelli ha sottolineato di aver affrontato "moltissimi temi positivi di collaborazione che avranno un ottimo sviluppo nell'attività di governo". Ciò che occorre garantire alla città di Roma è "un messaggio di grande serenità, di rigetto totale delle discriminazioni e a maggior ragione delle aggressioni rivolte sulla base di intolleranze dell'orientamento sessuale. Per questo mi ha fatto piacere - ha concluso Rutelli - ricevere la delegazione del 'Coming out', il locale incendiato nei giorni scorsi".
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ROMA: ARCIGAY, DA RUTELLI SI' A FORME REGOLAMENTAZIONE PER LESBICHE E GAY.
(AdnKronos) "In merito all'incontro di oggi tra Arcigay Roma e Francesco Rutelli teniamo a precisare che dall'incontro di oggi , anche se non e' stata valutata accettata la nostra richiesta di unioni civili, e' emersa una disponibilita' del candidato sindaco a valutare forme di regolamentazione che eliminino ogni discriminazione verso le persone lesbiche gay e trans sia come singoli sia come coppie, quindi restiamo in attesa di valutare tali proposte". Lo afferma Fabrizio Marrazzo presidente Arcigay Roma.
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RUTELLI NON FUGA I DUBBI SULLA LAICITA'. Nessuna dichiarazione di solidarietà ai gay per il rogo del coming out.
(Il Riformista) È una condanna senza appello quella pronunciata da Franco Grillini, deputato socialista, non appena Francesco Rutelli ha annunciato di aver sciolto la riserva e di accettare di correre per tornare a occupare la poltrona di sindaco di Roma. Niente da fare: per Grillini Rutelli è «invotabile». Neppure il «damose da fa'» pronunciato dal vicepremier lo ha commosso. Grillini, anzi, ha elencato una lunga lista di motivi per i quali l'ex sindaco col motorino non può essere votato. E tutti o quasi hanno qualcosa a che vedere con quel «damose da fa'» di vaticana memoria. E dunque: Rutelli «ha ritirato il patrocinio del Comune al World pride»; «ha candidato e fatto eleggere la signora del cilicio che ha votato contro il proprio governo negando la fiducia sull'antiomofobia e ha definito i gay come devianti»; senza contare, sostiene ancora Grillini, la posizione di Rutelli sul referendum sulla fecondazione assistita. Insomma, è allarme: «occorre dimostrare che Roma non è papalina e baciapile. Occorre far capire che Roma non può diventare come Riad o come Teheran».
Paragonare Roma a Riad o Teheran ci pare quantomeno esagerato ma, eccessi polemici di Grillini a parte, qualcosa Rutelli dovrà pur dirla per evitare che il dubbio sul futuro di Roma serpeggi, si ingrossi e scavi il terreno sotto i piedi della sua candidatura. Insomma, provi a fare uno sforzo. Seppure molto sfumato, o forse del tutto evaporato, il suo ruolo di vicepremier è ancora lì a dargli qualche ragione per intervenire su alcune delle questioni sollevate da Grillini. La legge 40, ad esempio, e le linee guida che il ministero della Salute avrebbe già da tempo dovuto rinnovare. Sono scadute e, se non bastasse, sono state travolte dalle decisioni di diversi tribunali. Prima del voto il governo è ancora in carica, dopo si chiuderebbe una finestra che difficilmente tornerebbe a riaprirsi. Provi a fare un colpo di telefono, Rutelli, alla sua collega Livia Turco. Metta a tacere tutti coloro che mettono in dubbio la sua laicità. Basta poco, una semplice telefonata. Il gettone, ce lo mettiamo noi.
Nel frattempo, sarebbe bastata, per iniziare bene la campagna elettorale, una semplice dichiarazione di solidarietà con la comunità omosessuale per l'incendio che ha devastato un locale romano, il Coming out. Sono intervenuti in molti ma di Rutelli, almeno sino alle 20 di ieri sera, le agenzie non recavano traccia.
