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domenica 17 febbraio 2008

Bertinotti, per non cancellare una storia.

[Erezioni politiche] Anche il Fausto è sceso in campo. Lo ha fatto con il suo stile elegante, un pò invecchiato dal ruolo istituzionale che ha ricoperto in questi anni, ma sempre articolaro e arrotato, come la sua erre.
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Per la prima volta è candidato premier di una coalizione colorata, la sinistra arcobaleno, che comprende i rossi, i verdi, i biancorossi e i rossobianchi.

Per annunciare la sua scelta si presenta nel posto sbagliato, un bar di Roma che in pochi minuti si riempie, fino a non permettere neppure ad alcuni leader, come Pecoraro Scanio o Diliberto, di assistere alla prima del loro candidato premier.

Dimostrare al Pd che loro sono indispensabili, non far scomparire la sinistra, combattere l’americanizzazione della politica, questi i punti chiari del breve discorso di Bertinotti.

Ovviamente il suo target elettorale sono i giovani, i precari, gli operai, le classi povere, i pensionati, chi è in difficoltà e, perchè no, anche gli immigrati (che però non votano), gli omosessuali, gli ecologisti, i nostalgici del comunismo e i transfughi della mozione Mussi. Un mondo variopinto che, almeno in questa prima performace, sembra sempre meno convincente e comunicativo di Superwalter.

Non è tanto questione di anagrafica, o almeno non è soltanto quella. La verità è che Bertinotti e la sinistra hanno troppo sbandato in questi anni, confondendosi loro stessi le idee.

Quindici anni a costruire e distruggere un dialogo con il centro, per sconfiggere Berlusconi, ma poi, una volta raggiunto l’obiettivo, tentare nuovamente di affossarlo, scontrandosi, scendendo in piazza, lacerando importanti sindacati nazionali.

Nè ha fatto bene a Bertinotti l’aver ricoperto un importante ruolo istituzionale, che ha tolto alla sinistra un grande leader, e a Bertinotti stesso ha lo ha delegittimato, dimostrando che in politica tutto ha un prezzo, caro, ma quantificabile.

La sinistra così, rischia di essere cancellata, ma non dal porcellum e nemmeno dalla scelta moderata del Partito Democratico. Rischia di scomparire per colpa della sua classe politica, bravissima a fare un’opposizione incredibile, ma incapace di governare in maniera dignitosa.

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