Show a piazza Navona: non c'è niente da fare, è come in Argentina
(Apcom) Le elezioni non esistono, sono un incantesimo, e l'Italia non ha più speranze. In trasferta a Roma per presentare la lista civica promossa dai 'grilli romani' per la corsa al Campidoglio, Beppe Grillo conquista piazza Navona a suon di affondi, 'i-taliani' (di mussoliniana memoria per far "arrabbiare gli intellettuali") e vaff... naturalmente urlati all'indirizzo dei politici di destra e sinistra, che non sono altro che "salme, morti e defunti". Il tutto, senza cedere nulla sulla critica aspra contro i partiti, la 'casta' dei giornali e la legge elettorale. "Non ci sono elezioni, è un incantesimo - replica Grillo a chi gli chiede un pronostico sul voto - voi siete ancora nel meccanismo di andare a votare, pensate al popolo sovrano. Non c'è più niente".
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giovedì 20 marzo 2008
Elezioni. Grillo: "Sono solo un incantesimo, tutto già deciso". Chiamati in causa Grillini e le "liste abusive".
Elezioni e candidati gay. Un elenco di futuri trombati? Il timore c'è.
Tanti nomi e poche certezze.
Paola Concia è data per sicura nella corsa al Parlamento. Probabile Titti De Simone, capolista in Basilicata. Numerose le candidature omosex e trans, ma poche le speranze. Mancuso: «È mancata regia».
(Delia Vaccarello - L'Unità) Il gay pride 2007, che a Roma ha riempito piazza San Giovanni più del Family day, lasciava ben sperare. Il movimento omosex e trans aveva mostrato la propria consistenza. Ma il rapporto con i partiti alla prova delle candidature lo ha visto in tutt’altra forma. Se nella passata legislatura quattro scranni di Montecitorio erano occupati da gay, lesbiche, trans (Grillini, Luxuria, De Simone, Silvestri), la prossima potrebbe riservare qualche sorpresa. Franco Grillini, presidente onorario Arcigay, che si è dissociato dai Ds in vista della nascita del Pd, ha tutt’altro che la certezza di una rielezione. Candidato con i socialisti in Emilia e in Lombardia, mette alla prova la sua capacità rappresentativa del popolo «lgbt» correndo per la poltrona di sindaco di Roma. Alla Camera, invece, entrerà con buona certezza Paola Concia, candidata dal Pd al decimo posto in Puglia, regione sensibile alle tematiche omosex che ha già eletto Niki Vendola governatore. «Qui si respira un bellissimo clima – dice Paola Concia, nel vivo della campagna elettorale – i pugliesi sono frizzanti, hanno voglia di conquistare tante mete. Somigliano agli spagnoli. Lavorerò moltissimo con i giovani e con le donne, in perfetta sintonia con l’Arcigay locale che mi sostiene».
Difficile fare pronostici per Luxuria, star della precedente campagna elettorale, candidata dalla Sinistra Arcobaleno al secondo posto nella Sicilia occidentale. Con una raccolta di firme duecento donne della stessa area hanno lamentato l’«imposizione» della candidata trans foggiana nelle liste dell’isola. Come dire: perchè a Roma non valorizzano le risorse siciliane? Luxuria, intanto, incassava il sostegno di tutta l’Arcigay della Trinacria, con Paolo Patanè e Agata Ruscica in testa che hanno espresso «sdegno» per la presa di posizione delle donne, lasciando intendere: Roma non è nuova alle azioni dall’alto, se «l’intrusa» non fosse stata una trans, ma una donna «biologica», avreste raccolto le firme contro? Anche Silvestri è finito in Sicilia, lasciando le temperature rigide di Brescia, sua città natale. Candidato della Sinistra Arcobaleno, compare al terzo posto nella lista per il Senato, in posizione assai incerta. In prima fila la collocazione di Titti De Simone. Sostenuta da Rifondazione comunista ormai da due legislature, la candidata lesbica emersa dopo lo storico Pride del 2000 a Roma è capolista per la Camera in Basilicata. C’è poi, sempre per la Sinistra Arcobaleno, la candidatura di Paolo Hutter in Lombardia, che lui stesso considera «di incoraggiamento» verso chi non fa politica attiva, e di sprone per alleggerire in territorio padano il cavaliere: «se la Sinistra Arcobaleno non superasse l’otto per cento, Berlusconi conquisterebbe più seggi».
Al Nord troviamo Andrea Benedino, già portavoce insieme a Paola Concia di gayleft, la consulta che sosteneva i diritti omo nei Ds. Dal suo blog, dove dice di essere «candidato al dodicesimo posto nella lista del PD per la Camera nella circoscrizione del Piemonte 1, ultimo posto eleggibile in caso di vittoria di Veltroni alla Camera, cioè solo nel caso in cui scatti il premio di maggioranza per la coalizione PD-Italia del Valori», Benedino ringrazia i giovani. La raccolta di firme c’è stata anche nel suo caso, ma questa volta pro e non contro: «Un fatto inedito, perchè sul mio nome c’è stata la convergenza di ragazze e ragazzi molto differenti tra loro, con storie politiche diverse, molti dei quali arrivano dall’area cattolica della Margherita». Ancora, in Lombardia, corre Ivan Scalfarotto, nelle liste del Pd, incerto anche lui. Restano Fabio Omero, già segretario dei Ds di Trieste, quinto su sette candidati alla Camera nelle liste del Pd, e Antonio Soggia, candidato under 30 della Sinistra arcobaleno in Piemonte. Se la quasi certezza cade al momento su due teste, e la speranza su altre, c’è l’amarezza dei nomi attesi invano. Sergio Lo Giudice, già presidente nazionale Arcigay, è stato appellato dal resto del Carlino l’«escluso eccellente», e commenta: «speriamo che passi presto il tormentone, se no mi incoroneranno Re dei Trombati!». Assente dalla corsa nonostante i pronostici Alessandro Zan, l’inventore dei pacs alla padovana, noto per la bellezza da attore del neorealismo, nonché per le iniziative romane di mezzo inverno in favore dei diritti. L’ultima, «Un politico per due», l’ha condotta come presidente della Linfa, la Lega Italiana nuove famiglie, riscuotendo il consueto successo tra i politici e le coppie presenti. La Linfa, comunque, piazza la sua coordinatrice ligure, che se eletta si batterà senz’altro per i diritti delle coppie di fatto. È Cristina Morelli capolista al Senato in Liguria nelle file della Sinistra l’Arcobaleno. Nessuna candidatura sul fronte della Destra ed escluse molte personalità «sensibili», con vivo rammarico di Gaylib. «La conventio ad excludendum berlusconian-finiana ha deciso di lasciare fuori quasi tutti i personaggi d’area liberale che hanno a cuore anche il tema dei diritti gay e poi ha chiuso le liste», dichiara Daniele Priori, vicepresidente.
Insomma, lesbiche, gay e trans nella società ci sono, ma in Parlamento forse non si vedranno abbastanza. Come mai? «Assenza di regia», dice Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay. «Se sono mancati sensibilità e strategie nei partiti» è anche vero che il movimento è apparso debole, «nella sostanza ognuno è andato per la propria strada». Un passaggio inevitabile? Per il futuro Mancuso si propone nuove strategie. Il movimento gay, stordito da un pride estremamente partecipato, ma restando schiacciato dall’assenza di una vera conquista sociale sul piano dei diritti, al momento delle candidature ha smesso di pensarsi come una collettività. E, com’è banalmente noto, da soli si vince molto poco.
Grillini, sindaco dei frociani.
(Insy loan e lo stato delle case) E’ già brutto essere trombati dalla scena politica nazionale venendo declassati a candidato sindaco per Roma, ma essere trombati pure da Grillino (metaforico o meno è comunque una scena splatter alla sola idea) potrebbe essere davvero troppo.
Ipotesi quanto mai possibile visto che Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcighei (per chi non lo sapesse, “arci” non sta ad indicare l’essere iper-ghei ma è il nome dei circoli che fanno capo alla sinistra, ma non chiedetemi quale), si candida a sindaco di Roma in diretta concorrenza con Francesco Rutelli.
Ma ve lo immaginate che spasso sarebbe?
Roma cambierebbe definitivamente il suo volto e, con esso, anche molte altre cose.
A Monte Caprino, che tra l’altro si distende proprio alle pendici del Campidoglio, verrebbero tolte le cancellate puntute (acquistate per un niente dallo smantellamento del carcere di massima sicurezza di Alcatraz) che il comune di Roma mise qualche anno fa ufficialmente per proteggere dai furti 4 frammenti di colonne romane rotte e abbandonate, ma che in realtà servivano per evitare ai ghei capitolini di andare di notte a giocare a nascondino dietro le fratte. La giunta comunale approverebbe immediatamente la proposta di disseminare qua e la comode lettighe in stile impero (romano) per rendere più comodi gli incontri, approntando dei ciringhiti per sorseggiare un aperitivo al tramonto.
Verrebbero aboliti gli epiteti offensivi contro i ghei e così le grattachecche (NdR: le granite dette alla romana) vendute lungo il Tevere sarebbero ribattezzate Grattaomosessuali.
Se Grillini vincesse, finalmente il ghei più brutto di Roma troverebbe qualcuno a cui cedere questo primato infame.
Tre quarti dei sacerdoti della santa sede potrebbero chiedere asilo politico come i monaci buddisti in fuga da Tibet e il cinghiale selvatico verrebbe riportato a prolificare a villa Borghese come ai tempi del cesaro-papato per far divertire le lesbiche senza mandarle fino alla riserva naturale di Paliano.
Metterebbero delle aree di sosta (note presso la popolazione omorechia come luoghi d’aggregazione e scambio culturale al pari degli oratori salesiani per i fanciulli) non solo sul raccordo anulare ma anche a piazza Farnese e largo Goldoni (ci sarebbe anche piazza San Pietro ma pare che Benny abbia detto che l’area circondata dal colonnato del Bernini, è già più che sufficiente).
Il 28 giugno, ricorrenza del ghei praid, sarebbe festivo come il 25 aprile e nessuno lavorerebbe tranne centri estetici e marchettari.
Forse non occorrerebbe neppure più fare il praid così molti finocchi smetterebbero di dare addosso alla manifestazione, molti etero la pianterebbero di usare il termine “carnevalata” tornando giustamente ad adoperare il termine per descrivere propriamente lo stato della nostra politica e io finalmente potrei smettere di morirmi dal caldo durante il tragitto.
Cialtroneria elettorale. Grillini Sindaco di Roma e il programma non c'è.
Una strana coppia per Roma. Rutelli: "Roma con me sarà città dell'accoglienza". Ribatte Grillini "Sui gay ha impegni generici".
Grillini: Faccia un pò di autocritica su ciò che ha fatto al governo.
(Apcom) In un'intervista al magazine Clubbing e al portale Gay.it, il candidato sindaco di Roma Francesco Rutelli spiega come tutelerà i diritti di gay, lebsiche e trans. "Roma - dice - sarà sempre più la città dell'accoglienza e dell'inclusione, dove l'intercultura sarà un valore vero, dove la pari dignità sociale di tutti i cittadini sarà pratica civile e politica».
Rutelli indica i punti programmatici su cui si è impegnato con le associazioni gay di Roma: "l'impegno contro qualsiasi discriminazione sulla base di ogni orientamento sessuale a Roma e contro ogni persecuzione nel mondo; conferma e miglioramento dei servizi per tutti i romani comprese le coppie di fatto; costante attenzione e verifica delle condizioni di vita della comuità lgbt; iniziative nelle scuole contro il bullismo; istituzione di un Centro Internazionale della Cultura Omosessuale".
E alla domanda su quali siano le priorità, Rutelli risponde: "Il rispetto e la sicurezza". Su questi temi il candidato sindaco si è impegnato a "siglare un protocollo d'intesa con la Questura di Roma contro la violenza e la prepotenza" e a istituire "il patrocinio legale gratuito contro il mobbing per orientamento sessuale".
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GRILLINI: DA RUTELLI SUI GAY IMPEGNI GENERICI.
"Faccia un po' di autocritica su ciò che ha fatto dal governo".
(Apcom) - "Il candidato sindaco del Partito democratico a Roma Francesco Rutelli interviene nuovamente sulla questione omosessuale, un nervo scoperto del suo programma e della sua campagna elettorale. Nel ricordare a Rutelli che l'intera Arcigay nazionale sostiene la candidatura di Franco Grillini, vorrei fargli presente che stona assumere impegni generici senza dire nulla sulle proprie pesanti responsabilità per la mancata approvazione in Parlamento e Consiglio comunale a Roma di un registro delle unioni civili". Lo afferma il candidato socialista al Campidoglio Franco Grillini.
"Rutelli, anziché imbrogliare gli elettori e truccare le carte - afferma Grillini - sarebbe più credibile se facesse una ferma autocritica sulla sua linea politica verso la legge 40, sulla cancellazione del Pacs dal programma dell'Unione, sul sostegno nel Pd ai parlamentari dell'integralismo cattolico, sulla mancata approvazione in Parlamento del testamento biologico, sulla mancata approvazione del divorzio breve, sulla mancata approvazione di normative per le coppe di fatto e potrei continuare a lungo".
sabato 15 marzo 2008
Elezioni 2008, simulazione del prossimo Parlamento secondo gli studi della Camera.
E' stata effettuata dall'Ufficio Studi della Camera, e pubblicata dal Corriere della Sera, una simulazione su come sarebbe composto il nuovo Parlamento, se i partiti ricevessero gli stessi voti ottenuti nelle elezioni del 2006.
Lo studio è valido, per il Senato, solo per le regioni del Centro-Nord fino all'Umbria.
Con le liste bloccate i candidati vengono eletti secondo l'ordine progressivo numerico. Al senato il premio di maggioranza è su base regionale. In alcune regioni, come il Piemonte, Liguria e Marche, la differenza tra le due principali coalizioni era di poche migliaia di voti.


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La Destra della Santanchè. Una certezza: I gay non la voteranno mai.
IMG PRESS INTERVISTA I LEADER: LA SANTANCHÈ È… UNA DONNA CORAGGIOSA, CHE CREDE NEL CORAGGIO DI CHI CI CREDE.
(Anna Germoni - ImgPress) Daniela Santanchè, non fa promesse agli elettori e soprattutto non fa sconti a nessuno da Fini a Veltroni, Mussolini, e Casini. Ribattezzata Lady di Ferro, la candidata premier de “La Destra”, tra un tour elettorale e l’altro, si lascia intervistare da IMG Press.
Programma elettorale con pochi punti, ma sulle candidature ha puntato anche lei su nomi da reality show. E’ questa la nuova Destra della Santanchè?
“Ho candidato donne, come Paola Ferrari che è stata la prima giornalista a condurre la Domenica sportiva. Qui c’è gente impegnata, che crede nella Destra, che corre tutti i giorni e combatte con i problemi del quotidiano”.
Sacralità della famiglia e tutela dei nuclei tradizionali. No ai Dico, né ai Pacs. Quindi fuori dal vostro programma le unioni civili. Ma nel quotidiano, la vita non è proprio così: aumentano i divorzi e i figli nati dalle convivenze, in calo i matrimoni. Non sente il bisogno di virare la rotta, con questo spaccato d’Italia?
“Credo solo nella tutela dei bambini. Quindi sì all’equiparazione tra i figli naturali e quelli illegittimi. Per il resto, siamo contrari ai Pacs e ai Dico”.
La casa, il mutuo sociale e la donna come simbolo del focolare. Non pensa che questo slogan, possa far tornare indietro la donna, soprattutto in un momento in cui aumentano le violenze sessuali domestiche?
“No, perché sono un esempio: l’unica donna candidata a Premier”.
Recentemente su Libero, lei ha dichiarato alle donne :”Fate come me, non datela”. Perché una donna, moderna deve ancora giustificare i meriti guadagnati sul campo in politica mentre ad un uomo nessuno dice niente?
“E’ solo un’esortazione all’amore. Mi rivolgo alle donne. Oggi c’è una visione troppo consumistica del sesso e della carriera”.
Dopo questa affermazione la voteranno più gli uomini o le donne?
“Spero le donne. Credo molto nella solidarietà femminile”.
Nel suo programma c’è l’abolizione del canone Rai. Quindi Rai e Mediaset sempre più gemelle? Un favore al Cavaliere?
“E’ evidente che la Rai non è più una televisione di servizio pubblico, ma commerciale, piena solo di pubblicità. Quindi siamo per togliere il canone ma, non faccio favori a nessuno”.
Se fosse il ministro dell’Interno revocherebbe la scorta a Erich Priebke?
“Certo”.
Cosa pensa della stretta di mano tra la mamma di Valerio Verbano, il militante di estrema sinistra ucciso dai Nar e Gianpaolo Mattei, il fratello di Virgilio e Stefano, i due missini morti nel rogo di Primavalle causato da alcuni membri di Potere Operaio?
“In memoria dei morti dico: che tristezza!”.
Fini, Alemanno, La Russa, la Mussonini, alla fine anche Ciarrapico entra nel Pdl con il saluto romano. Nello Musumeci ha detto che “Fini vuole il genocidio della destra”. Non pensa che sia Berlusconi a volerlo?
“Berlusconi ci proverà, ma noi glielo impediremo. Fini, non è nessuno e non andrà lontano”.
La Santanchè è…
“Una donna coraggiosa, che crede nel coraggio di chi ci crede.”.
Come ti costruisco il candidato. Il caso Ivan Scalfarotto.
Comunque, mi chiamo Ivan - Il backstage.
Questa l'agenzia che ha lanciato il filmato: "COMUNQUE, MI CHIAMO IVAN", ONLINE LO SPOT PER IVAN SCALFAROTTO GIRATO DA PAOLO VIRZI' "Comunque, mi chiamo Ivan". Questo il titolo dello spot per la campagna elettorale di Ivan Scalfarotto, candidato alla Camera dei Deputati per il Partito Democratico. Lo spot ha la regia di Paolo Virzì e racconta in due minuti la storia politica di Scalfarotto dalle primarie del 2005 a questa candidatura alle elezioni politiche. "Quel che colpisce di Ivan è in fondo il suo buon umore - dice Paolo Virzì, il cui film "Tutta la vita davanti" sarà nelle sale dal 28 Marzo -, nei suoi panni io sarei angosciatissimo. Invece il nostro candidato, nonostante una professione di successo, una vita interessante, sembra persino entusiasta dell'eventualità di andarsi a chiudere in un'aula parlamentare per cinque lunghi anni. Io credo che potrebbe riferire allo spettatore, col suo lessico che non è quello di un politico di professione, la buona novella di uno come lui che ha cercato e trovato le sue soddisfazioni professionali all'estero e che adesso è disposto a rimboccarsi lietamente le maniche per portare il suo personale contributo sui temi dei diritti della persona, del merito da valorizzare, del ricambio generazionale, della modernizzazione dell'Italia e in generale dell'idea della pratica politica come affascinante servizio civile che uno come lui può prestare alla comunità. Credo - conclude Virzì - che Ivan trasmetta una specie di orgoglio patriottico, non lamentoso, ma incoraggiante." "Sono davvero felice di aver lavorato con Paolo - afferma Scalfarotto -, io e lui abbiamo una sensibilità simile rispetto ai problemi del nostro paese. In fondo facciamo parte di quell'Italia che spera in modo attivo, che vuol dare il suo contributo perché le cose cambino, ciascuno coi suoi talenti e le sue competenze. Paolo lo fa magnificamente con la macchina da presa, io cerco di darmi da fare attraverso la partecipazione alla vita politica del paese". Lo spot "Comunque, mi chiamo Ivan" è pubblicato su Youtube e sul blog di Scalfarotto e sta già facendo registrare commenti più che positivi. Sempre su Youtube è possibile vedere anche il backstage delle riprese." Ed ecco, appunto, il backstage.
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Ndr. Pure questo ci dobbiamo meritare? Il candidato-attore...
Franco Grillini Sindaco di Roma? Roma non ha bisogno di un Sindaco gay ma di un buon Sindaco.
(Spetteguless) Serata di campagna elettorale ieri a Muccassassina, dove sul palco, per il suo comizio, è salito Franco Grillini, CANDIDATO SINDACO nella capitale con i Socialisti di Boselli.
Roma, Milly D'Abbraccio candidata con Grillini. Le E(r)ezioni socialiste.
Il suo slogan potrebbe essere ''vota una donna coraggiosa che sa mettere a nudo le cose".
L'ex regina dell'hard all'Adnkronos: ''Se sarò eletta mi batterò per far nascere una 'love city' nella capitale''. E sottolinea: ''Noi attori dell'eros siamo sempre ghettizzati, ma anche noi abbiamo le nostre idee''.
(Adnkronos) - Dai set a luci rosse al Campidoglio. Ci spera Emilia Cucciniello, in arte Milly D'Abbraccio (nella foto), regina dell'hard degli anni '80 e '90, in corsa per il Comune di Roma nella lista dei socialisti con Franco Grillini capolista. "Era il mio sogno nel cassetto", dice all'ADNKRONOS la protagonista de 'La moglie bugiarda', 'La trasgressione', 'La professoressa di lingue' e tanti altri ancora (Guarda le foto). "Sono contenta di avere questa chance - spiega - perché noi attori dell'eros ci siamo sempre sentiti in qualche modo ghettizzati, ma anche noi abbiamo le nostre idee e le nostre proposte per migliorare le cose".
Come ad esempio la nascita di una 'love city', una città dell'amore nella Capitale, altro sogno nel cassetto di Milly. "Esistono in altre grandi città europee, a Parigi, ad Amsterdam. Perché non dovrebbe sorgerne una anche a Roma? Un quartiere a luci rosse, dove puoi trovare il cinema hard, il sex shop, i locali per strip e lap dance. Certo, mi rendo conto che proprio a Roma c'è da...convincere il Papa, ma credo che sia un'iniziativa che i laici apprezzerebbero anche come segnale di una libertà che deve esserci pure nella sfera sessuale".
Il suo sodalizio con Riccardo Schicchi e la sua 'scuderia' di attrici porno 'Diva futura' risale agli anni '80. "E' vero - risponde - ci conosciamo da tempo. Lui doveva essere candidato con i socialisti e Grillini, ma poi è sorto qualche problema. Allora ha proposto a me di candidarmi. E ieri, quando sono andata nella sede del partito, erano tutti contenti del mio sì, sono stata accolta a braccia aperte e ora voglio fare la mia parte".
Con il cinema, almeno per ora, Milly D'Abbraccio ha chiuso. "Mi sono un po' stancata del genere che comunque mi ha fatto conoscere al grande pubblico. Però mi piace stare sul palco, davanti a una macchina da presa. Mi piace anche la tv. In fin dei conti, per molti anni lo spettacolo è stato la mia vita, per me è sempre importante essere a contatto con il pubblico. Ho sempre lottato in prima persona e nessuno mi ha mai regalato niente. E poi, quando ho iniziato la mia carriera tutto era più difficile: ti appiccicano addosso l'etichetta di attrice porno e poi è difficile cambiare la tua immagine pubblica".
Niente cinema, quindi, però presto darà alle stampe un libro. Il titolo, che ancora non c'è, potrebbe essere 'Il sesso secondo Milly', oppure 'La filosofia del sesso', o ancora 'Il manuale della perfetta seduzione'. Una specie di manuale dell'eros, "con tanti consigli su come comportarsi quando si tratta di un'avventura di una sola notte e quando invece si parla di una storia seria". E poi ci sono i 100 aforismi di Milly. Sul sesso, naturalmente: 'se ti scappa la voglia di farlo in tre, provalo in quattro'. Oppure 'per essere una moglie perfetta devi essere tutto tranne che sincera'. E ancora: 'il sesso orale è un'arte, va fatto bene o niente'.
La letteratura, per ora, può attendere: ora l'obiettivo è la conquista del Campidoglio: "se sarò eletta, certo, seguirò la linea del partito, ma in ogni caso metterò la mia immagine e il mio impegno al servizio di Roma". E lo slogan? Ancora Milly non l'ha deciso. Difficile dire se seguirà il consiglio del suo amico Schicchi che le ha proposto un 'vota Milly, lei sì che te la farà vedere'. Forse, un po' troppo allusivo. E allora? "Allora - risponde lei - potrebbe essere 'vota Milly, una donna coraggiosa che sa mettere a nudo le cose. Un abbraccio per Roma'. Buona la seconda, direbbero sul set.
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E(r)ezioni Socialiste.
(Candido news) Dopo la candidatura di Riccardo Schicchi, re del porno. Il PS presenterà Milly D’Abbraccio, regina dell’hard, regina dell’hard degli anni ‘80 e ‘90, che annuncia di essere in corsa per il Comune di Roma nella lista dei socialisti con Franco Grillini capolista. “Era il mio sogno nel cassetto”, dice la protagonista de ‘La moglie bugiarda’, ‘La trasgressione’, ‘La professoressa di lingue' e tanti altri titoli vietati ai minori. “Sono contenta di avere questa chance - spiega - perché noi attori dell’eros ci siamo sempre sentiti in qualche modo ghettizzati, ma anche noi abbiamo le nostre idee e le nostre proposte per migliorare le cose".
Forse la dirigenza del PS non ha capito che deve far crescere il numero dei suoi elettori e non quello delle loro erezioni!






